venerdì 1 agosto 2008

Ecco come la ministra ci porta i tropici in Italia, che tanto i soldi per far viaggi non ce li abbiamo, noi.

Una volta ero su una spiaggia tropicale ad andar per conchiglie, che non era una zona turistica quella, che a me quel turismo che fan nei villaggi turistici non piace. Ho sempre viaggiato particolare io.

Insomma, ero su questa spiaggia di un posto abbastanza sperduto, quando incontro un bambino e mi metto a parlare con lui, che conoscevo la lingua ispanica, che l'avevo studiato lo spagnolo.

E lui, con quegli occhi grandi grandi mi dice che voleva fare l'avvocato da grande, e io gli dico che doveva andare a scuola allora, e lui mi dice che la scuola era troppo lontana e che forse ci sarebbe andato più avanti.

Allora io, me lo ricordo bene, ci son rimasta male, che non sapevo più che dirgli a quel bambino lì, che voleva fare l'avvocato ma non poteva andare a scuola e che forse ci sarebbe andato più in là, che allora ho tagliato il discorso e siam andati a mangiare il gelato.

Ecco, io quegli occhi di quel bambino non me li dimenticherò mai, che non eran proprio marroni marroni completamente, ma c'avevan qualcosa d'oro nel mezzo e che sembrava che c'avessero tutto il senso della vita dentro, quegli occhi lì, che non eran tristi, ma eran densi densi.

E non me lo dimenticherò mai, allora, ché pensai che noi eravam fortunati che i bambini da noi a scuola ci potevano andare, e che se volevano fare l'avvocato lo facevano o se non lo volevano fare, comunque la possibilità ce l'avevano lo stesso.

Ecco, oggi, che sono passati anni, che c'avevo ventitre anni quando ero lì, che son passati poco più di dieci anni, quell'episodio lì mi è rivenuto in mente, pari pari, che son strani i ricordi, che è come se non ci fossero più e poi all'improvviso ritornan fuori e ti metton nostalgia.

Ecco, a me, quel ricordo lì però, oltre alla nostalgia, mi ha fatto anche incazzare, perché me lo son ricordato oggi, quel giorno lì, quando ho letto che la ministra dell'istruzione nostra, oggi, che siam nel 2008, ha fatto un decreto legge che alla Camera gli han già detto sì ed ora aspettano il sì del Senato.

E in questo decreto legge ha deciso, quella ministra lì dei miei coglioni, che nei paesi dove ci son meno di 5 mila abitanti le scuole vanno chiuse.

Ecco e allora mi è venuto in mente quel bambino lì, che abitava in un paese con meno di 5 mila abitanti e voleva fare l'avvocato ma non lo poteva fare perché la scuola era troppo lontana.

Che se il Senato dice sì, che son quasi sicura che lo dice sì, allora anche da noi, può succedere che se si vada su una spiaggia di un paese dove ci son meno di 5 mila abitanti, che ce ne son tanti in Italia, si trovi qualche bambino che dica che vuol fare l'avvocato ma che lo farà più avanti ché la scuola è troppo lontana.

Che io già ce l'ho avuta a scuola una ragazza che siccome non aveva i soldi per pagare il treno per venire a scuola, che abitava in un paesino lontano con meno di 5 mila abitanti, faceva tutto il viaggio in bagno.


Aggiornamento (aggiornato una mezz'oretta dopo)

Dopo aver scritto questo post sopra, mi è venuta curiosità e sono andata sul google maps e ho visto che per esempio Arcidosso, che è il comune più grande della Toscana, a ridosso del monte Amiata, fa solo 4.200 e rotti abitanti.


2 commenti:

calendula / trattalia ha detto...

immagina in Sardegna allora !! Siamo 1 milione e mezzo in tutta l'isola con una densita media di 68 abitanti per km quadrato....sarà un disastro, e gia stiamo messi malissimo per i troppi abbandoni scolastici... l'avevo detto io che la gelmini doveva continuare a fare la pornodiva ?!!!

anonimablogg ha detto...

grazie per queste informazioni, ora io triste e arrabbiato, ma il mondo avrà un lieto fine, prima o poi, questo mi consola sempre.

volantino, “Perché lottiamo” – 1976

Perché?

– Perché intervenire in un quartiere occupando una casa con appartamenti vuoti da anni?

– Perché opporsi alla speculazione edilizia?

– Perché creare un centro sociale dove tutti si possano incontrare e discutere di vari problemi liberamente?

– Perché rifiutare una società che di fatto elimina i rapporti fra gli individui e gli crea delle città che sono alveari?

... per una società senza servi e senza padroni.