martedì 19 agosto 2008

da Gli Sfoghi di Una Cittadina Qualunque

Che stamani c'avevo da andare al sindacato per avere un'informazione sulla scuola.
Allora entro in questo bel palazzo in centro che c'ha una scalinata in travertino e ficus enormi ai pianerottoli, che mi son detta, cazzo.
Vado dalla centralinista che faceva il sudoku e le dico scusi devo chiedere delle informazioni per la scuola che sono anche abbastanza urgenti dove devo andare?
E questa mi dice che stamattina è aperto solo un ufficio, ma che lei non è proprio sicura che è lì che devo andare, può darsi di sì, ma comunque se viene oggi alle 15,30 ci son quelli proprio della scuola. Che son specializzati, che in quell'ufficio lei può provare, ma non lo so, comunque oggi, quelli della scuola sono al piano di sopra, sulla sinistra, che sulla destra ci sono gli immigrati.
Che così vado a vedere in quell'ufficio lì, ma c'era un sacco di gente che faceva la fila, che mi son detta va be' vengo oggi alle 15,30.

Così oggi alle 15,30 vado da quelli del sindacato della scuola, al secondo piano, sulla sinistra, che anche lì c'avevano un ficus che pareva una palma.
E sulla porta di quelli della scuola, che erano le 15,40, c'era un post it con scritto Torno Subito, che mi son messa a sedere in mezzo agli immigrati, che sulla sinistra le sedie non c'erano, che eran tutte sulla destra.

Che a un certo punto è arrivato un omino che gli ha detto a quello del sindacato che lui aveva bisogno del rinnovo del permesso di soggiorno, che era andato dall'avvocato e aveva pagato l'avvocato, ma gli rispondeva sempre una signorina che gli diceva lo dico all'avvocato, che aveva già pagato, ma l'avvocato poi non lo sentiva mai. Che quello del sindacato allora gli ha detto che se è andato dall'avvocato lui non ci può far nulla e l'omino gli ha ripetuto la storia dell'avvocato che l'aveva pagato ma non lo trovava più. E quello del sindacato gli ha detto ma allora non capisci nulla, se trovi un marocchino fattelo tradurre che io non ti posso fare nulla. E quell'omino che tremava tutto e c'aveva pure i pantaloni di velluto gli ha detto pure grazie, a quello del sindacato e se ne è andato.

Che io lì mi sarei messa a pianger, se non di più, che solo a vederlo, quell'omino lì, ho sentito tutto quello che si può patire di più tremendo nella vita.

Che poi gli ho detto a quello del sindacato se quelli della scuola c'eran, che era già mezz'ora che aspettavo e lui mi ha detto boh.

Che poi è arrivato un rumeno che gli ha detto che aveva il permesso di soggiorno che era scaduto da un anno, ma che si era dimenticato di rinnovarlo, che allora quello del sindacato gli ha detto va bene, vediamo cosa possiamo fare.

Che poi, dopo un'ora che aspettavo, che eran le 16,30 ormai e quel Torno Subito lì, mi stava un po' sulle palle allora, son scesa dal centralino, che era un'altra, anche se faceva il sudoku, che mi ha detto che quelli della scuola erano in ferie, che dovevo parlare con quelli dell'ufficio che erano aperti stamattina, ma che ora non ci sono e che ci risono dopodomani.

4 commenti:

fabio r. ha detto...

ti sono vicino nel dolore.... tra un po' tocca pure a me...

l'unica differenza (forse, almeno fin'ora) che la mia sindacalista è molto gentile e premurosa, ma la fila, il caldo e le mad...ne varie, beh, quelle non me le leva nessuno.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Anch'io ti sono vicino.
Nei momenti difficili sentire la solidarietà e il calore di una amico, può essere utile.

digito ergo sum ha detto...

che a me, a sentire di certi drammi, mi vengono pensieri un po' maniacali e un po' no. in tutti i paesi c'è una disoccupazZione che la gente fanno la coda, eppoi quei quattro pistola che ci hanno la seggiola sotto il culo, invece di lavorare, quei quattro pistola, non fanno niente. già c'è il dramma delle code, delle sedie a destra e degli immigrati a sinistra, seppoi uno ci aggiunge anche che chi ci ha la seggiola sotto il culo la scalda e basta, il buon brunetta, mi sa, ci ha ancora un gran sacco da fare.

io ci ho un amico che ha messo su un negozio di videoGHEIMS. è suo e fa un po' quel cavolo che ci pare. ma quando esce per andare a bere la birra, mette su sulla porta un post-it con su scritto: torno subito. se non torno subito è perché sono fuori a pranzo. se torno tardissimo è perché sono rimasto fuori anche a cena.

ma, perdindirindina, il negozio è suo.

a me MI sa che il brunetta ci ha ancora un gran sacco di lavoro da fare.

Pipoca ha detto...

Be' di tutta la storia a me MI ha fatto incazzare tante cose.

Ma poi quando mi son resa conto di come han trattato quell'omino marocchino che tremava tutto, a me MI è venuto in mente che c'è qualcosa veramente che non va. In questo mondo.
Che anche tutti noi (presenti esclusi!!!?) abbiamo preso delle gran cantonate in tutti i sensi, che abbiam perso certi valori di cui si parla tanto e tanto bene, ma son rimasti concetti un po' astratti.
Che di fronte a quell'omino lì, io mi son sentita una persona molto stronza, per usare un eufemismo.
Che magari c'ho il coraggio di incazzarmi se non trovo il succo di mela al supermercato e magari poco distante c'è qualcuno che il succo per lui anche di foglie di platano secco, sarebbe un tesoro.
Che c'ho scarpe e vestiti e mi lamento che c'ho mai niente da mettermi e magari accanto a me c'è uno che con un paio di pantaloni di velluto ci fa estate e inverno, tutti i giorni.
Che certe cose siamo abituati a vederle tramite immagini e non ci fanno lo stesso effetto a vederle da vicino.

Ecco siamo un po' ingrati alla fine, forse.

volantino, “Perché lottiamo” – 1976

Perché?

– Perché intervenire in un quartiere occupando una casa con appartamenti vuoti da anni?

– Perché opporsi alla speculazione edilizia?

– Perché creare un centro sociale dove tutti si possano incontrare e discutere di vari problemi liberamente?

– Perché rifiutare una società che di fatto elimina i rapporti fra gli individui e gli crea delle città che sono alveari?

... per una società senza servi e senza padroni.