lunedì 8 settembre 2008

Discariche umane


Tra poco la situazione sulla disoccupazione italiana esploderà.

I tagli che sono stati fatti, e non solo nell'impiego pubblico, ma anche i licenziamenti delle aziende private, a causa del loro fallimento o della loro chiusura, produrranno una mole immensa di cassa integrati, di esuberi, di precari, di disoccupati, di accattoni e parassiti sociali in poche parole.

Aumenterà quella parte di popolazione già definita da Bauman il rifiuto della globalizzazione.
Uno dei primi intenti della globalizzazione infatti, era stato quello di trasformare un problema locale in un problema globale, creare una discarica globale dei problemi sociali, sulla quale intessere i propri interessi.

Tutta una serie di migrazioni ne sono stati i risultati che, favoriti in UE anche dal Trattato di Schengen, hanno portato ad una redistribuzione della popolazione considerata un surplus, un esubero, uno scarto del sistema, in cambio di concessioni e integrazioni non più vincolante alla condizione locale, ma al mercato globale da spartire e spartirsi.

Scarti e rifiuti perché disoccupati.

Ciò che uno Stato ha assoluta necessità di garantirsi è esclusivamente il consumatore, poiché è solo lui che consuma e che quindi permette di mantenere in vita il commercio del consumo e del debito.

Coloro che invece non hanno la possibilità di consumare quanto il mercato richieda, vengono definiti i reietti sociali, dei parassiti.

Impossibilitati a sopravvivere nel ciclo produttivo e quindi di consumo, perdono di significato e iniziano ad essere additati come indegni di far parte del sistema, come coloro che non solo ingombrano ignobilmente un paese, ma che lo deturpano, lo sporcano, lo degradano.
Essi inoltre non possono avere pretese, non possono avere diritti, non possono avere nulla, perché non sono in grado di consumare nulla.

Se i declassati, che spesso alle spalle hanno storie incredibilmente dolorose e fatte di ingiustizia, tentano di adeguarsi allo stile di vita delle altre persone inserite nel sistema, vengono accusati di prepotenza e presunzione; se invece non si adeguano, ecco che vedono rafforzata la loro immagine di parassiti.

Tutto gestito da un'informazione pilotata che ha assoluta necessità di trovare un capro espiatorio su cui indirizzare le insoddisfazioni sempre più grandi dei cittadini per nascondere le uniche e vere prepotenze.

Ora tutti questi esuberi, questi disoccupati italiani, questi scarti e parassiti, che fino a questo momento si sono sentiti inseriti nel sistema, cosa diventeranno?


1 commento:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Bella domanda... la Gelmini in realtà ti ha "risposto" dalle pagine dei giornali dicendo che "non è compito suo pensarci" che tradotto significa che non gliene frega nulla....

Io posso solo dirti che quando arriveremo al punto in cui i consumatori saranno pochissimi forse qualcosa cambierà.... o forse se qualcosa si sbloccherà anche prima....

volantino, “Perché lottiamo” – 1976

Perché?

– Perché intervenire in un quartiere occupando una casa con appartamenti vuoti da anni?

– Perché opporsi alla speculazione edilizia?

– Perché creare un centro sociale dove tutti si possano incontrare e discutere di vari problemi liberamente?

– Perché rifiutare una società che di fatto elimina i rapporti fra gli individui e gli crea delle città che sono alveari?

... per una società senza servi e senza padroni.