domenica 9 novembre 2008

ECCE CAPRA


Ovvero l'italiano incaprettato*

Premessa

Gli italiani sono un popolo di infelici e sfiduciati.

Nonostante qualcuno, in base a strani rilevamenti, sostenga di avere consensi e fiducia al 70%, 80%, 90%, 120%, 275% , mica noccioline.

L'origine di ciò va rintracciata nella società.

A meno che non si voglia seguire la teoria di un' invasione aliena che sta sconfiggendo l'uomo a suon di armi batteriologiche e spruzzate di virus depressivi, a cui naturalmente sarebbe auspicabile rispondere impiegando il 90% di finanziamenti pubblici nella progettazione di un mega scudo per l'empìreo.

Ovunque si dipinge uno scenario sociale apocalittico,
fatto di depressione, impotenza, povertà, brutalità, abbattimento.

Sempre che come alter ego non si ricorra al sorriso a 97 denti, laccati e lucidati uno a uno, di colui che, a 70 e rotti anni, forse c'ha dato giù un po' troppo col Viagra, e dalle visioni erettili iniziali è sfociato dritto ai deliri di onnipotenza.




L'opinione pubblica è orientata continuamente al peggio, perché, ovunque essa guardi, altro non trova che il peggio: il peggio nella politica, nella microviolenza, nella macroviolenza, nelle disfunzioni, nella corruzione, nell'inganno, nella libertà di espressione e di informazione.

L'Italia non è competitiva e non ha capacità produttiva, non ha capacità di innovamento né ammodernamento. Non fa figli, la pubblica amministrazione è inefficiente. Non attrae investimenti, né risparmi, non ha sviluppo economico. La finanza pubblica è fallita e ed totalmente dipendente dall'esterno. Non ha capacità di ricerca scientifica e tecnologica e non garantisce, né sostiene la pubblica istruzione. Non ha capacità salariale, ma ha una forte pressione fiscale. Non integra l'economia, ha fatto fallire il sistema pensionistico. Il sistema giuridico è corrotto o imbavagliato. Le infrastrutture sono decrepite. Il sistema sanitario non è garantito, né sostenuto, né salutare. Non rispetta la rappresentatività né la democrazia, non è legale, né legittima. Non ha progetti di difesa e di rispetto dell'ambiente. La classe dirigente , come l'energia, non è rinnovabile.




*dove per incaprettato si fa riferimento proprio al gergo della mafia, che uccide legando mani e piedi dietro la schiena con una corda che passa attorno il collo, in maniera tale che la vittima, con qualsiasi piccolo movimento, si strangoli autonomamente da sé.

4 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ma la colpa è anche dei nostri connazionali che per troppo tempo hanno girato lo sguardo dall'altra parte.tutto fa schifo, ma è la maggior parte degli italiani a fare schifo.
Un saluto.

evergreen ha detto...

Sei un autentico vulcano!! Ma quello che erutti è pura e infuocata verità!!!

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Disamina perfetta e veritiera.

CarneVioletta ha detto...

Che analisi cristallina.
La domanda ora è: cosa ci tiene ancora qui, cosa frena l'emigrazione a sciame della parte sana del Paese, quella che annuisce leggendo queste righe?
O perché codesta parte sana del Paese non sta mettendo a ferro e fuoco il Paese medesimo?
A parte rilevare in maniera così azzeccata il degrado nel quale sprofondiamo [ed avere un fegato morto] cosa possiamo fare, nel reale?

Non c'è provocazione, sono davvero fiduciosa di una risposta, anche piccola, perché io sono oltre la frutta, la mia fiducia è già quasi del tutto digerita.
E non mi viene nemmeno un guizzo di umorismo, cazzo.

volantino, “Perché lottiamo” – 1976

Perché?

– Perché intervenire in un quartiere occupando una casa con appartamenti vuoti da anni?

– Perché opporsi alla speculazione edilizia?

– Perché creare un centro sociale dove tutti si possano incontrare e discutere di vari problemi liberamente?

– Perché rifiutare una società che di fatto elimina i rapporti fra gli individui e gli crea delle città che sono alveari?

... per una società senza servi e senza padroni.