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domenica 24 agosto 2008

Strumentalizzazione e Paura Sociale


Oggi vagabondando per i blogs, che c'avrei tante altre cose da fare, ma non c'ho voglia

ho letto dell'indignazione della gente per quel fatto di cronaca,

che due romeni hanno bastonato, torturato, stuprato e ucciso (non so in che ordine)
quelle due persone lì, a Roma, nella tenda.

Ora io vorrei dire a tutte quelle persone
che fanno bene ad indignarsi,
che è un sano segno di umanità, partecipazione, morale, etica, etc. etc.

Ma vorrei anche dire a quelle persone,
di non farsi prendere troppo la mano da queste notizie,
che qui questi fatti orribili,
più che dovere di cronaca,

SONO STRUMENTALIZZAZIONI.

Queste strumentalizzazioni delle disgrazie,
orribili già di per sé,
conducono dritte dritte alla dittatura.

Che poi, a forza di farci paura,
si crea quella che si chiama
PAURA SOCIALE

di cui altri ben più bravi, intelligenti e preparati di me, hanno molto discusso.

Che poi si arriva a dire che è giusto avere CONTROLLI nelle città
per la SICUREZZA, che è giusto anche l' ESERCITO nelle città

e questo alla fine si chiama REGIME [e chi ha avuto la sfiga di conoscerlo da vicino sa cosa vuol dire]

Che se oggi la sicurezza ci fan credere che sia per una giusta causa,
domani potremmo anche essere noi quelli che vengon fermati, controllati, messi in stato di fermo, arrestati etc.etc.

ma non necessariamente perché facciamo qualcosa di male,
anche solo perché magari vogliamo PROTESTARE contro qualcosa di ingiusto.

lunedì 28 luglio 2008

Scuola di Polizia


Le forze dell'ordine sono effettivamente aumentate anche nella mia città e gli incontri con la polizia pedestre e auto-munita è sempre più frequente.

Allora l'altro giorno ero seduta al bar ed ho viso una coppia di poliziotte che una era robustina e l'altra avrà portato sì o no una taglia 54, che aveva un giro pancia che mi son detta che se mi avessero scippato la borsa, il ladro, quelle due lì, nemmeno ci avrebbero pensato ad inseguirlo.

mercoledì 18 giugno 2008

Dubito che la massima carica clericale concordi

Passeggiammo liberi per l'ultima volta.

Ieri sera.

Era una gran sera, anche se all'imbrunire il cielo diventava ancora più scuro per l'imminenza del temporale e gli stormi impazziti di corvi.

Brutto presagio.

Da oggi cala il sipario sulla libertà.

C'è stata gente che ha assaporato la libertà come mai quelli della mia generazione hanno saputo fare, la chiamavano la Liberazione.

La festa della liberazione.

Quelli della mia generazione sono nati troppo tardi, forse, per apprezzare il senso patrio di questa parola.

Quelli della mia generazione non hanno dovuto lottare contro nessuno di grande, non hanno sofferto la fame, non hanno sentito la guerra, non hanno sentito il patrio tradimento.

Quelli della mia generazione hanno combattuto solo contro i propri fantasmi, hanno scelto cosa mangiare e buttare via il resto, hanno fatto guerre ideologiche, ma intellettuali, hanno spaccato il capello in due degli strateghi del passato, son stati traditi dai sogni.

Quelli della mia generazione in fondo in fondo sono candidi.

Non passeggeremo liberi, con la coscienza di esserlo.

Stasera.

Passeggeremo guardandoci alle spalle, stringendo la borsa stretta stretta sotto l'ascella, impauriti dall'ombra e dalle foglie che si muovono al vento.

Respireremo l'aria dell'ingiustizia, del sospetto, della prepotenza, della repressione, dell'impotenza.

Molte persone che hanno vissuto l'autoritarismo raccontano storie dolorose, ma, dice, si son salvati perché la loro anima, almeno quella, era libera.

volantino, “Perché lottiamo” – 1976

Perché?

– Perché intervenire in un quartiere occupando una casa con appartamenti vuoti da anni?

– Perché opporsi alla speculazione edilizia?

– Perché creare un centro sociale dove tutti si possano incontrare e discutere di vari problemi liberamente?

– Perché rifiutare una società che di fatto elimina i rapporti fra gli individui e gli crea delle città che sono alveari?

... per una società senza servi e senza padroni.