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sabato 9 agosto 2008

Ironia russa e anche italiana


Con la Georgia vogliamo la pace, dice la Russia, anche a costo della guerra.

Vai a capirli... sarà la cultura diversa... ma a me pare una contraddizione.

Berlusconi vuole il Partito Unico e blinderà la Finanziaria.

Vai a capirli... sarà la nomenclatura diversa, ma a me pare fascismo.

Che questa storia del fascismo, io, mica l'ho capita. L'altra sera sono andata per bisboccia e, tra un bicchiere e l'altro, una bottiglia di Limoncello e l'altro, mi metto a parlare con due ragazzi, eufemismo sì, han la mia stessa età.

E quando si beve, si sa, la lingua si scioglie e ognuno dice la sua.

Il primo era tutto arrapato perché al mare aveva visto quattro ragazze in topless.
Be' avran fatto la loro porca figura, ho detto io a battuta, ma lui la battuta non l'ha capita, era d'accordo però sulle porche. Che nel duemilaotto, uno che si scandalizza per otto tette, mica lo considero bene, io.

Il secondo ha fatto un discorso sulla squadra di calcio, che il presidente era un venduto.
Be' la mamma dei disonesti è sempre incinta, ho detto io, ma lui la tristezza non l'ha capita, era solo d'accordo che la squadra si ama, sì, un po' come la mamma. Che io nel duemilaotto, uno che va allo stadio con gli striscioni a picchiare quelli della curva sud, mica lo considero bene, io.

Allora era il mio turno e chiedo cosa ne pensino della politica, son sempre un po' banale io.
E scopro, dopo due o tre mugugnate, che ecco, be' loro son un po' fascisti. Che mi son chiesta allora io, perchè? Che loro han pensato che son comunista. Che non è vero, ho detto io, il mondo mica è solo o rosso o nero. Dipende, ha detto uno, per me sì, che son del Milan.

Che uno fa il manovale e l'altro l'operaio in un lavanderia industriale, che cosa ci troveranno 'sti due qui nel fascismo? E lì ho sentito l'ispirazione.

Ed ho partorito una delle mie opinioni antropologico-sociali storiche, in separata sede ovviamente, che mica volevo che mi picchiassero, oltre a non avermi pagato il Limoncello.

Che fan leva su questi, quelli che stanno al comando, quelli che usano contraddizioni e nomenclature diverse dalle mie. Che fascismo oggi significa orgoglio nazionale e picchiare chi bisogna picchiare perché lo dice la tv, che son questi, che c'han la repressione, che non c'han l'orgoglio per il lavoro, qualunque esso sia, che son cresciuti fra due mura cittadine e non si son mai spostati di lì, che non leggono, non si informano, non studiano, non son curiosi della vita, che giudicano, che c'han tanto di quell'anestetico nel cervello, che se gli dicon te da oggi sei un squadrista, loro si senton contenti, si senton importanti, convinti anche di aver riscattato una vita di merda e di esser più liberi, che per il benessere, loro, son disposti a tutto, anche a picchiare, o ammazzare.

Vai a capirli, sarà stato il Limoncello, ma a me quelli, mi sa che c'han capito nulla.

Che la libertà, secondo me, è un'altra cosa.

giovedì 7 agosto 2008

Da rileggere tra qualche mese

Come con una sfera di cristallo.

Una voce ufficiosa mi ha detto che è quasi pronto il vaccino contro la meningite di una nota casa farmaceutica.

Se tra poco i giornali, i telegiornali e la tv inizieranno a diffondere notizie su numerosi casi di meningite ed a far vedere immagini e/o storie strazianti di reduci dalla medesima malattia,

sapremo che non è vero e che si tratta solo di pubblicità -per la nota casa farmaceutica.

martedì 8 aprile 2008

Cambiamenti (2)


Foto dell'autrice (ehm!): Palazzo dei Diamanti, Ferrara 2007.

Visto così, sembra un mondo piramidale e surreale.

Io sono pessimista: ognuno vivrà nella sua celletta triangolare, un lungo solco ci propinerà quotidianamente ed indifferentemente cibo liofilizzato, notizie e psicofarmaci atti alla mutazione chimica e mentale cui questo mondo perverso dei potenti mira.

Lavoreremo come api operaie, privati però del dono del volo, in nome di un dio che, al momento, ancora deve essere inventato.

Soli, rinchiusi ed imbavagliati nel pensiero stesso.

Duri ed aridi come le pietre, senza nemmeno troppi fronzoli, fiorellini e tendine alle finestre.

L'uniforme già la indossiamo (vedi: moda).

Il cibo è già chissàcomecazzo lavorato (vedi: multinazionali alimentari e supermercati e pubblicità...).

I medicinali per la sanità mentale già sono surrogati al seno materno (vedi: lobby farmaceutiche).

La cultura è già standardizzata (vedi: Il Codice da Vinci e Scusa se ti chiamo amore), sostenuta dalla TV sempre più privata e sempre più a pagamento.

L'informazione è legge (vedi: giornalismo e telegiornali).

E per lavorare... dobbiamo pagare (vedi: la mia busta paga).

Sintetizzato così, sembra poco.

Ci sarebbero milioni di parole per spiegare meglio questo regime mondiale, ma non c'è spazio, né tempo.

Siamo perennemente in corsa sul tapis roulant della nostra giornata.

...almeno fossimo usati per produrre energia alternativa...

Be'... in fin dei conti la celletta triangolare ci salverà dagli attacchi terroristici, armi chimiche e scoppi atomici.

Addio caprette, cieli azzurri e fiumi incontaminati. I più fortunati si potranno accontentare di un poster prebellico anni '70.



volantino, “Perché lottiamo” – 1976

Perché?

– Perché intervenire in un quartiere occupando una casa con appartamenti vuoti da anni?

– Perché opporsi alla speculazione edilizia?

– Perché creare un centro sociale dove tutti si possano incontrare e discutere di vari problemi liberamente?

– Perché rifiutare una società che di fatto elimina i rapporti fra gli individui e gli crea delle città che sono alveari?

... per una società senza servi e senza padroni.